Mongol RALLY

 

Il Team Cesvi dall’Italia alla Mongolia con una Fiat 128

Un viaggio di epica follia attraverso 12 paesi, raccontato in maniera spiritosa e coinvolgente Titolo: Team Cesvi al Mongol Rally: dall’Italia alla Mongolia in 128

Ah che bello! Avrei voluto farlo anche io. Espressione tipica quando si parla di Mongol Rally. Bene, ecco il racconto di chi l’ha fatto veramente: Moto, Muto e Mato. Da Bergamo a Ulan Bator con una stupenda Fiat 128 del 1973, Green Mama. Più di 17.000 km di aneddoti, curiosità, immagini dei protagonisti e poi…tutto quello che avreste sempre voluto chiedere, anche se non lo sapevate. Un viaggio di epica follia attraverso 12 paesi, raccontato in maniera spiritosa e coinvolgente…siete pronti a partire?

Relatori

110528289-f91ef1e7-fbab-448f-a8be-8cfc6967a4e2Giacomo Agosti (Mato)

Erik Brouwer (Muto)

Giovanni Colle (Moto)

 

Chicche di caffè

Chicche di caffè

Per noi italiani il caffè è un rito, un qualcosa di irrinunciabile dietro al quale nascono incontri, amicizie, progetti, amori. Così un giorno ho pensato, che sarebbe stato bello raccogliere alcune di queste storie e farne un libro. Ho chiesto così dal vip all’uomo della strada, di scrivermi una breve storia legata ad una tazzina.Ne è uscito un quadro poetico, che racconta un po’ lo spaccato della vita di ognuno di noi.  Strada facendo poi, ho pensato anche sarebbe stato bello coinvolgere anche artisti e designer con opere legate al caffè, da intercalare ai testi. Ne è nato un lavoro speciale e unico nel suo genere, che ritengo abbia un elemento fondamentale: un’anima. Le dimensione poi di questo libro, ne fanno qualcosa di intimo, prezioso, da coccolare, senza però andare a danno delle immagini.

Il suo formato è quadrato 19x19cm,180 pagine di testi e immagini, stampate su di una carta di pregio: Fedrigoni Tintoretto gesso, carta molto piacevole anche al tatto.

Hanno partecipato a questo progetto molti illustri personaggi oltre che gli amici:

Per i testi:

Tommaso Arrigoni, Angelo Aschei, Mirella Beraha, Massimo Bertarell , Nicoletta Billy, Filippo Brusa, Silvia Casella, Mario Chiodetti, Maria Grazia Crippa, Ermanno Cristini, , Maurizio De Giovanni, Michele De Lucchi, Ermanno Del Turco, Mauro Della Porta Raffo, Franz Di Cioccio,Ornella Dolcetto, Maria Gabriella Federico, Laura Fiume, Lorenzo Franchini, Bruno Galeazzi, Sandro Galleani, Giovanni Gastel, Allan Graham, Katia Greco, Patrice Leconte, Pierre Ley, Valerio Magrelli, Alessandro Mendini, Luca Missoni, Franco Mondini, Marcello Morandini, Nahuel Oddone, Elisa Origi, Giuseppina Panza, Jacopo Pavesi, Olga Peretyatko, CarlaPerrotti, Leonardo Pieraccioni, Marco Risi, Roberto Salaverria, Giancarlo Samaritani, Ezio Santin, Alberto Sironi, Gilberto Vannini, Andrea Vitali, Robert  Wilhite.

Per le opere:

Giulia Bernardelli, Massimo Bucchi, Margherita Castoldi,, Dell’Atti Clara, Aravis Dolmenna, Giovanni Gastel, Giovanna Grimoldi, Franco Matticchio, Silvio Monti, Marcello Morandini, Dario Paini, Roberta Pietrobelli, Giorgio Presta, Giorgio Vicentini.

Nei miei desideri che questo libro possa trovare collocazione ovunque, dai locali, fino al salotto di casa dove possa essere sfogliato e letto nei momenti di relax.

Il libro ha un prezzo di vendita di euro 23 al pubblico.

                                                                                                                                                                                                                                                                        Alberto Bortoluzzi           IMG_1578

Wrecks/relitti

 

” Attraverso potenti immagini di relitti scattate da decenni sulle coste del mondo, il fotografo italiano Stefano Benazzo fa rivivere i naviganti, ma anche gli emigranti e i migranti. Il dovere di memoria induce a conservare con gratitudine il ricordo delle tradizioni e del lavoro dei marinai di tutte le epoche e di tutti i paesi. I relitti sono una testimonianza emozionante di uomini che sono stati un elemento fondante della storia economica, sociale e marittima, ma anche del loro coraggio e delle loro sofferenze. Le immagini di Benazzo fissano per le generazioni future le sembianze delle imbarcazioni che gli elementi distruggono ogni giorno di più, che la lontananza impedisce di vedere di persona e che sono pressoché impossibili da portare nei musei. I suoi scatti inducono a scavare nel nostro intimo, facendo emergere quanto di ricco e variegato è in noi. E i suoi relitti paiono, nella fantasia dell’Autore, miracolosamente ansiosi di ripartire, con perseveranza, per compiere la loro missione: esprimono speranza di salvezza e di vita.”

 

 

ita-1296Stefano Benazzo (1949), dopo la laurea in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, i primi lavori presso la CBS News e il settimanale “Martedì Sport”, vince nel 1974 il concorso al Ministero degli Affari Esteri e viene destinato ad alcune fra le più importanti Ambasciate italiane (Bonn 1976-1980, Mosca 1980-1983 e 1989-1993, Washington 1986-1989 e 1996- 2001), successivamente Consigliere Diplomatico Aggiunto del Presidente della Repubblica, Ispettore del Ministero e degli Uffici all’Estero, Ambasciatore d’Italia in Bielorussia e in Bulgaria. Lascia la carriera diplomatica nel 2012. Fin da giovane è attratto da molte passioni che caratterizzano una personalità poliedrica, anche grazie alla conoscenza di quattro lingue oltre all’italiano: francese, inglese, tedesco e spagnolo. È scultore figurativo e non, modellista in campo navale, automobilistico, motociclistico, architettonico e ferroviario (è anche membro della Federazione Italiana delle Ferrovie Turistiche e vicepresidente di una associazione mondiale attiva nella conservazione delle locomotive a vapore), provetto velista e presidente di un circolo velico sul Lago di Bracciano. La passione per la fotografia, praticata fin da giovane, lo ha spinto a realizzare diversi progetti, esposti dal 2012 in mostre personali e collettive in Italia, Bulgaria e Finlandia, pubblicati in forma di portfolio sulla rivista “Arte Navale”, presentati in concorsi e manifestazioni come la Biennale d’Arte di Venezia e MIA, Milan Image Art Fair. Vive e lavora a Todi (PG).

Skira editore

2017, edizione bilingue (italiano-inglese) 28 x 24 cm, 144 pagine, 91 colori, cartonato

ISBN 978-88-572-3496-0

€ 32,00

Nudo e Crudo personale di Marco Peduto

Nasco a Milano nel 1992, infanzia spensierata e abbastanza felice. Divento adolescente, tutto cambia. Vengo arrestato nel 2008. Incomincia il mio percorso di redenzione, sono ospite in varie strutture statali e dopo due anni di peripezie ritorno a casa. Qui incontro la pittura, dipingevo per sfogarmi; il colore mi faceva provare emozioni mai provate prima, senza autodistruggermi e senza creare disordini. La rabbia era la mia energia creatrice. Dopo aver completato gli studi di grafica pubblicitaria mi iscrivo al corso di Grafica d’Arte all’Accademia di Belle arti di Brera (sono in tesi!), dove fagocito tutte le informazioni che scopro nei vari corsi di studio. Sperimento varie tecniche e conosco diversi materiali. Lavoro molto per la ricerca di uno stile pittorico che mi identifichi ispirandomi ai maestri tedeschi degli anni ’80 e a tutto ciò che rappresenti qualcosa di espressivo. L’arte per me era diventata una cosa seria, di primaria importanza. Dipingere è stato ed è ancora un meccanismo di sfogo, mi scarico sulla tela ed essa si riempie di emozioni e significati. La mia pittura è stata sempre incentrata su un discorso autoreferenziale, ora rappresento scene e situazioni di disagio, rappresentate da persone che stanno male, che vivono una situazione diversa. I miei soggetti cambieranno con il passare del tempo ma spero che saranno sempre autentici, veritieri, credo nell’arte vera alimentata dalla sensibilità dell’artista, vedere e capire oltre le apparenze, non mentire, porsi domande ed entrare in diverse situazioni con tutto se stesso. È questo che vorrei provare quando qualcuno guarda un mio lavoro, vorrei essere capito senza dover parlare. Ma purtroppo non è così. È strano rappresentare qualcuno che sta male per sperare di venderlo a qualcuno che sta bene e che nove probabilità su dieci non si interesserà mai del suo problema. Credevo di essere alla ricerca di un equilibrio che mi avrebbe fatto stare bene, l’ho inseguito per due anni nella nuova vita ma poi ho scoperto che il mio equilibrio è non avere equilibrio. Io sto bene altisonante, con due piedi in una scarpa, è questo che mi fa dipingere, il mio equilibrio precario. Ogni giorno puoi ricadere in basso e non alzarti più, come spiccare il volo. Forse un giorno troverò un equilibrio, mi spaventa pensarci, non mi ci vedo a camminare su un filo; ma dovrò scegliere, scegliere di fare il passo definitivo, la maturità perenne. Di solito maturità ed equilibrio sono termini associati, ora mi godo il mio disequilibrio che poi tanto squilibrato non è.

L’Orto d’Arte :3RE (TREzza-REgidore) – MOODS

 

3RE 4 mani: sembra un messaggio in codice ma in realtà in questi numeri é racchiuso tutto ciò che più ci rappresenta. Siamo un duo artistico (TREzza Raffaele REgidore Cinzia) che lavora a quattro mani sperimentando, con tecniche personali, la nostra capacità di manipolare diversi materiali come: colle,resine, carta, ferro,etc.., avendo negli stessi la fonte d’ispirazione, con i quali creiamo composizioni polimateriche che si articolano tra spessori, sgocciolature, solchi, graffi…. rendendo così la nostra arte, molto individualizzata ( da circolo degli artisti)

L’Orto d’Arte: OLTRE – Paolo Guadalupi e Francesco Faravelli

Paolo Guadalupi
La sua formazione è stata inizialmente tecnica, si diploma nel 1995 presso l’Istituto Tecnico per Geometri di Varese. Durante le scuole superiori coltiva già la passione per il design e l’armonia delle forme. Dopo diversi anni di lavoro come geometra nello studio del padre, nel 2000 decide di seguire la sua vera passione e iscriversi all’Interior Design Institute di Milano. Dal 2002 diventa assistente designer. Nel 2003 partecipa al “Premio Internazionale Piranesi”. Nel 2004 si laurea con lode presentando un progetto di un allestimento temporaneo di quattro suite nel parco di Villa Adriana (Tivoli). Nel 2005 si trasferisce in Canada e si iscrive al Renisson College presso la Waterloo University di Kitchener (Ontario), dove accresce la sua esperienza nel mondo del design internazionale. Tornato in Italia collabora con diversi studi di architettura e interior design, fornendo un supporto alla progettazione grafica tridimensionale. Nel 2005, incontra Francesco Faravelli durante la creazione dello stand per Maison & Object a Parigi. Questo incontro portò ad una stretta collaborazione che dura ancora oggi e alla nascita di FG Art and Design.

Francesco Faravelli
Nato a Milano nel 1970, ha avuto una formazione scolastica di tipo tecnico. Dopo anni di esperienza commerciale in grandi aziende si avvicina in modo casuale al mondo della ceramica. Frequenta dapprima la bottega di un ceramista e scultore a Varese, poi si iscrive ad un corso annuale per ceramisti sponsorizzato dall’Unione Europea. Qui viene subito alla luce un particolare interesse per la tecnica Raku. Partecipa a diverse mostre e nel 2002 espone le sue opere presso lo stand B&B Italia al Salone del Mobile di Milano in collaborazione con Studio Collage. Nello stesso anno, crea prima una collezione di gioielli per Dolce e Gabbana, e poi un progetto per l’Institute of Modern Design di Stoccolma. Ha vinto il terzo premio al Mia, Mostra Internazionale Arredamento (Monza-2004) e nello stesso anno è stato selezionato per partecipare a una mostra d’arte collettiva di ceramisti Raku. Nel 2004 spot TV e rassegna stampa con Le Fablier a Villaerba (CO). Nel 2005 Mostra personale presso Pappafood – sede Mediaset (Cologno Monzese). Nel 2005 incontra Paolo Guadalupi durante la creazione dello stand per Maison & Object a Parigi. Questo incontro portò ad una stretta collaborazione che dura ancora oggi e alla nascita di FG Art and Design.