Germinazione personale di Raffele Penna 10 giugno ore 18.00

Apre al pubblico, sabato 10 Giugno alle ore 18.00, presso lo Spazio Lavit di via Uberti 42, la mostra “Germinazione” di Raffaele Penna con la collaborazione de La Prealpina MediaPartner, che ha visto, nelle opere esposte, un interessante collegamento con la sua mission.

L’artista, presentato all’inaugurazione da Andi Kacziba, esporrà una trentina di suoi lavori accompagnati a catalogo dal testo critico di Gaetano Cristino che così si esprime:

“….L’opera è come un campo in cui sono stati riversati pensieri ed emozioni che fermentano in una miscela esplosiva e sviluppano forme e spazi nuovi, ma anche nuovi sogni e speranze. È così che la superficie assurge, nelle opere più recenti di Raffaele Penna, a sostanza germinale di segni e di emozioni, a humus vivificatore che apre anche a nuove dimensioni estetiche, ossia nuove dimensioni della percezione della realtà spaziale. Basta leggere alcuni di questi lavori per rendersi conto di tutta la complessità e la innovazione dei criteri operativi dell’artista. Guardiamo “Germinazione”, evocativo fin nel titolo zoliano anche di ogni tipo di rigenerazione, naturale e sociale. Il pannello/opera è composto da tanti riquadri di materiali ritagliati e incollati. Ritagli sovrapposti e giustapposti di tele, di giornali che rimandano all’hic et nunc di eventi determinati; cuciture con spago che uniscono i tanti frammenti. Ricordi, esperienze. Intensi e poetici campi cromatici bidimensionali, in cui il ritmo delle partizioni delle linee orizzontali e verticali dà stabilità esplodono all’improvviso, con forze laceranti che dall’interno vanno verso l’esterno a creare nuovo spazio, a “germinare” forme, segni grafici che diventeranno mano a mano sempre più riconoscibili fino a trasformare le nere lacerazioni in un volo coinvolgente e gioioso di rondini. In Penna l’informale materico si è arricchito di segni ed ha fatto anche un ulteriore passo, quello della comunicazione metaforica. Mentre la costruzione spaziale cui ci ha abituato Fontana procede dall’esterno verso l’interno della tela, le germinazioni di Penna sono estroflesse. C’è una sorta di venire alla luce. Dalla macerazione alla vita…………”

Leyla Martinenghi

18575704_758912937616218_37214104_oLeyla Martinenghi è una giovane musicista nata il 3 Luglio 1998
La sua prima importante esperienza con il palco è a 6 anni con il concorso nazionale canoro per scuole elementari “Cuoricino d’Oro”, partecipando due volte come solista.  Da quel momento ha incominciato a seguire corsi di musica: coro voci bianche, solfeggio e pianoforte in accademie musicali in provincia di Varese. All’età di 12 anni  con il maestro Jasmine Labianco del Civico Liceo Musicale “Riccardo Malipiero” di Varese inizia canto jazz che ad oggi prosegue.
Consegue la maturità presso il Liceo Musicale Statale Manzoni di Varese con particolare attenzione al canto lirico e pianoforte classico, ottendendo due certificazioni per i due strumenti con riconoscimento statale negli anni 2014 e nel 2016. Prosegue i suoi studi musicali frequentando il  masterclass di canto lirico del M° Francesca Lombardi  e di canto corale del M° Serena Ferrara nel Giugno 2016. Riconoscimenti alle sue capacità interpretative sono il primo premio al concorso di musica di Tradate nell’edizione del 2013 e del 2014 e  nel Maggio 2016 l’assegnazione della borsa di studio varesina dedicata al talento. edizione del Premio Milanese Ha partecipato come ospite al concerto di gala del corpo musicale olgiatese diretto dal M° Prof. Edoardo Piazzoli nel 2015, nella serata di assegnazione del premio Filippo Bossi a Bodio Lomnago nel 2015,   in concerto con Riccardo Marra nel luglio del 2015 presso la piazza del comune di Orino, a Cunardo per “La notte dei Poeti” nell’agosto 2016 e nel Settembre 2016  al  “Parco delle Feste” di Gemonio . Ha collaborato con l’orchestra di Fiati del Manzoni diretti dalla M° prof.ssa Marcella Morellini e si è esibita più volte nei teatri del comune di Varese per sostegno a iniziative benefiche. A Varese le esibizioni sono  per il “Concerto di Gala di Natale” nel Dicembre 2016,  nel Settembre 2016 e nel Marzo 2017 per l’Agrivarese e la Festa di Primavera. Si è esibita nel “Cult city open night” presso il Salone estense nel Maggio 2017 con il patrocinio del comune e  nella Sala Ambrosoli di Villa Recalcati per un concerto finale della classe di canto jazz del “Liceo Civico Musicale Malipiero” nel Giugno 2017.

Emozioni in musica: amore ed eros – Venerdi 26 maggio 2017 ore 21.00

Fra le arti la musica ha un posto preminente,

essa non deve mirare al divertimento

ma a formare armoniosamente la personalità di futuri cittadini

Platone

La musica comunica attraverso un linguaggio codificato in cui le parole sono rappresentate dal ritmo, dall’armonia, dalla melodia e dal timbro. Il compositore compone su questo codice e con l’interprete lavorando sui ritmi, le organizzazioni e le invenzioni sonore dona rappresentazioni simboliche delle esperienze della vita affettiva (Michel Imberty). Nell’ascolto musicale si crea una comunicazione continua tra razionalità ed emozionalità, tra conscio ed inconscio. L’ascoltatore verrà pertanto coinvolto dalle emozioni, ma trattandosi la musica di un linguaggio questa possiede dei codici di lettura che solo un ascoltatore attento è in grado di decifrare. In questo viaggio tra linguaggio musicale ed emozioni ci farò da guida il maestro Enrico Salvato e Leyla Martinenghi che rappresenteranno amore ed eros nella musica. Nella parola amore ritroviamo la passione dei sensi, il sentimento che unisce genitori e figli,  fidanzati  persone che  viene cantato da secoli con le rappresentazioni tipiche del periodo. In questa serata si spazia da My Funny Valentine brano musicale composto da Richard Rodgers e Lorenz Hart per il musical Babes in Arms del 1937,  diventato uno degli standard del jazz più eseguiti a  All of me di John Legend una delle ballate e canzoni d’amore più delicate, intense ed emozionanti degli ultimi tempi che l’autore ha dedicato alla sua fidanzata di allora Chrissy Teigen. Non mancano brani regalati dal canto lirico quali Lamento della Ninfa di Monteverdi  o da La serva padrona: “stizzoso mio stizzoso” intermezzo buffo di Giovanni Pergolesi.

Un repertorio ricco e complesso che spazia dal jazz, alle ballate al pop all’opera buffa che la giovane soprano pluripremiata Leyla Martinenghi accompagnata dal Maestro Enrico Salvato offriranno nella serata a rappresentare amore ed eros nelle sue diverse interpretazioni.

My Funny Valentine – Richard Rodgers e Lorenz Hart per il musical Babes in Arms del 1937.

Night in Tunisia  di Miles Davis

All of me di John Legend

How high the moon Hello – Lionel Richie

Fallin – Alicia Keys

I’m tellin’ you I’m not going – Jennifer Hudson

I love I do – Jennifer Hudson

Solo per te – Negramaro

Lamento della Ninfa– Monteverdi

I forgive you  – Rachelle Ferrell

La serva padrona “stizzoso mio stizzoso” – Pergolesi

Ad allietare la sede dell’evento musicale  le irriverenti opere di Silvio Monti

Giuliano Volpe

14260-Giuliano_Volpe_Mfnews

Giuliano Volpe ( Terlizzi 1958) laureato in Lettere classiche, dottore di ricerca in Archeologia e Storia, è Professore Ordinario di Archeologia all’Università di Foggia, di cui è stato rettore tra il 2008 ed il 2013. Dirige importanti scavi terrestri e subacquei e ricognizioni archeologiche in Italia, in Francia e in Albania. Coordina la Carta dei Beni Culturali della Regione Puglia. E’ presidente della SAMI – Società degli Archeologi <medievisti Italiani e della Fontadione Apulia felix onlus. Dirige la rivista “L’archeologo subacqueo” e le collane “Insulae Diomedeae (Collana di ricerche storiche ed archeologiche)”, “Biblioteca Archaelogica”, “Adrias / Archeologia dell’Adriatico e del Mediterraneo)”, e “Aufudus” per Edipuglia. Fa parte dei comitati editoriali di numerose riviste internazionali ed è membro di varie società scientifiche in campo storico ed archeologico. E’ autore di numerose pubblicazioni, tra cui le monografie La Daunia nell’età della romanizzazione (1990), Contadini pastori e mercanti nella Apulia tardogotica (1996), Le vie maestre (2013), Patrimonio al futuro (2015)Dal 2012 è compnente e dal 2014 presidente del Consiglio Superiore ” Beni culturali e paesaggistici” del MiBACT.

Da  Un patrimonio italiano di Giuliano Volte

Un patrimonio italiano di Giuliano Volpe

 

 Lunedì 15 Maggio 2017 alle ore 21.00 presso lo “ Spazio Lavit ” in via Uberti n.42 a Varese

 

14260-Giuliano_Volpe_Mfnews

il Prof. Giuliano Volpe,  

Presidente del Consiglio Superiore ” Beni Culturali e Paesaggistici del MiBACT  presenterà il suo saggio 

“UN PATRIMONIO ITALIANO, Beni culturali, paesaggio e cittadini”Ed. Utet 

 

 

IMG-20170511-WA0002 Introduce  il dott. Leonardo Mendolicchio 

1322591069442_RobertoCecchi150Interverrà l’arch. Roberto Cecchi Assessore alla Cultura Comune di Varese

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Parentesi in collaborazione con il Lions Club Varese Host

“ Dobbiamo uscire dalla palude immobile nella quale si è a lungo impantanato il mondo dei beni culturali nel nostro paese,
da tempo bloccato in una malintesa, cieca, fedeltà alla tradizione,
di cui si adorano le ceneri piuttosto che ravvivarne il fuoco”

 

Negli ultimi due anni si è discusso di patrimonio culturale più che negli ultimi venti anni. Dopo un lungo periodo di disinteresse, accompagnato da tagli indiscriminati e dal blocco delle assunzioni, il tema è diventato di attualità.  Ma l’occasione non va sprecata. E’ necessario un profondo cambiamento di visione per allontanarsi da una certa tradizione elitaria e seguire con decisione la strada indicata nel 2005 dalla Convenzione Europea di Faro su diritto al patrimonio culturale:una vera e propria rivoluzione copernicana, che mette al centro i cittadini, le comunità, i territori .

Da“UN PATRIMONIO ITALIANO, Beni culturali, paesaggio e cittadini”Ed. Utet . 

Giuliano Volpe e Roberto Checchi: una rivoluzione culturale s’avanza Leggi 

 

“Al porto del paese c’era un pesce grigio” presentazione del libro d’Arte di Mauro Pipani

Sabato 6 maggio 2017 alle ore 18 verrà presentato il libro d’arte “Al porto del paese c’era un pesce grigio“  di GaEle Edizioni di Gaetano Blaiotta e Maria Elena Danelli. Trentasette esemplari realizzati completamente a mano firmati da Mauro Pipani.
L’opera è arricchita di un racconto della giovane Francesca Battistini e dei versi di Maria Elena Danelli.
Presenti all’evento, che prevede anche un Reading poetico, insieme all’Artista, ci saranno gli editori di GaEle, M. Elena Danelli e Gaetano Blaiotta, nonchè Francesca Battistini, la curatrice Camilla Boemio. Coordinatore della serata, il direttore di VareseReport, Andrea Giacometti.

17797894_10202898208533190_1715011978_o

ETEREA di Mauro Pipani a cura di Camilla Boemio

Lo spazio estetico

Iniziando da un insieme eterogeneo di tradizioni culturali, Maurolatte-liquide-medium-14,5-x-28-courtesy-gall-percapita-mo-2016_419bi786
Pipani realizza lavori che fungono da documenti di vita di un
eterno presente. Privilegiando la ripetizione stilistica e
l’immediatezza estetica, generando un’arte che può essere
primordiale, nello stesso tempo meditativa ed ermetica. Per
questo motivo, la carriera di Pipani è caratterizzata da
un’evoluzione di cicli tematici, piuttosto che da uno sviluppo
strettamente lineare. Le influenze palesi – poetiche, spirituali, e
per l’arte informale – appaiono in tutta la sua opera come
riconoscimenti del suo desiderio di tornare a un universalmente
accessibile fonte di ispirazione.
Nei suoi dipinti, nei suoi disegni, nell’installazioni, e nelle pratiche
di progettazione della mostra, lascia nello spazio degli
accostamenti di mutevolezza liquida nei quali prendono forma
un repertorio di percezioni. Le sue posizioni estetiche e
filosofiche sembrano essere costantemente in movimento. Allo
stesso tempo, ha sviluppato un vocabolario preciso nel quale le
ambiguità morfologiche, si confondono con una tensione che
potenzia la volontà conoscitiva; i segni minimi, gli strati di colore
sovrapposti e le raschiature, i grumi, ed i frammenti; diventando
artefici di sconfinamenti semantici.
Una mappatura del paesaggio segnata e attraversata da
stratificazioni di garze e carte usate, di colori sporchi diafani nei
quali il quotidiano viene magistralmente ridisegnato, per
diventare altro. Eterea è uno spazio mentale estetico, riportato
sulla tela, nel quale possiamo intravvedere e sentire il diramarsi
di nuovi racconti.
Dove ci vuole portare? In un vortice di segni poetici, le cui
diafane nervature dell’immagine, sono sempre soggette a nuovi
alfabeti visivi e a continue epifanie. Come tali, affidate alla più
completa gamma possibile di esperienze sensoriali ed
intellettuali.
Per quanto Pipani non cerchi di offrire dichiarazioni radicali;
piuttosto, come si esegue nelle sue composizioni espande un
sottile ‘romanticismo non nostalgico sempre sul confine
dell’abbandono’, nel quale la comprensione dei particolari, dei
frammenti e dei paesaggi della vita quotidiana generano una
visione del momento, alternando atmosfere immaginifiche a
trasposizioni del sublime. Dà forma ad un complesso intreccio di
sentimento, percezione e comprensione nei quali si dirama il
significato. La loro gamma, poi, è composta dalla coscienza, in
quanto si posa sui fatti tangibili del mondo, si fonde ai materiali,
ai colori, che incontra trasformando ciò che vede.
In questa anamorfosi prendono forma similitudini con altre
pratiche artistiche. Di cui cito analogie, ed articolate strategie
linguistiche comuni; ad esempio: con il lavoro dell’Australiana
Jessica Rankin che realizza ‘mappe mentali’, con codici, segni e
simboli che esplorano le idee della memoria, l’intuizione e
l’interpretazione; a tratti con il pittore, scultore, scrittore e
filosofo Lee Ufan uno dei principali fautori del gruppo
d’avanguardia Mono-ha (Object School).

Camilla Boemio

 

Camilla Boemio (Roma, 1976) Scrittrice d’arte, curatrice e teorica la cui pratica indaga l’estetica contemporanea; nel 2013 è stata co-curatore di Portable Nation, il padiglione delle Maldive alla 55.°Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, dal titolo Il Palazzo Encicopedico; nel 2016 è stata curatore di Diminished Capacity, il primo padiglione della Nigeria alla XV Mostra Internazionale di Architettura, con il titolo Reporting from the Front; nello stesso anno ha partecipato a The Social (4th International Association for Visual Culture Biennial Conference) alla Boston University.

 

La mostra è possibile visitarla fino al 27 maggi0

Giorgio Presta e Gaetano Blaiotta – Installazione e poesia con musica di Ermanno Librasi

 

L’associazione culturale Parentesi e Spazio Lavit con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto vi invitano a:

Installazione e poesia di Giorgio Presta e Gaetano Blaiotta,

musica di Ermanno Librasi.

Sabato 11 febbraio ore 11 inaugurazione con performance

Varese via Bagaini 20

presso L’Orto d’Arte

 

Uno spazio a disposizione, e due artisti che si incontrano. Cosa ne nasce?

Un intreccio di due linguaggi che si intersecano nella stessa direzione, con uno sguardo verso l’Uomo e la sua presenza nello spazio stesso che occupa, sia materico, sia spirituale. Uomo visto dal suo interno, come una macchina, un insieme di ingranaggi che lo compongono e lo alimentano.

“l’albero antropomorfo è totem, mito, allegoria.
L’albero, come l’uomo, ha bisogno di nutrimento per vivere,
nutrimento, che riceve dalle radici,
interno
e dalle foglie,
esterno
la coscienza,
interno
alimenta la conoscenza,
esterno
la poesia si innesta sull’anima, in un rapporto reciproco.

Senza nutrimento interiore ed esteriore, l’albero uomo si inaridisce e muore.” –

Giorgio Presta

 

La parola, essenziale, inscindibile dall’Uomo, diventa terra ancestrale, urlo, ferraginosi lamenti, dà fiato, vento, a chi è invece stata negata.

Le grafie trovano supporto su materiali che hanno a che fare con gli agenti atmosferici, dove la pioggia ha lavato superfici e parole.

La musica interviene con fraseggi e armonie, dà forza ai versi e li libera verso un mondo senza confini e barriere.

Stanotte ho sognato di camminare

su una terra senza terra

e con me, uomini

a cui era stata negata

la terra

piangendo mi accarezzavano

il cammino

e giocavano con i miei occhi

color del mare

li facevano rotolare

come onde

a loro che era stato

negato anche il mare.

Gaetano Blaiotta