Stefano Volpe

Un’altra installazione artistica è nata nell’orto. Sono state collocate tre nuove opere dello scultore malnatese classe 66 Stefano Volpe. Con il contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto e l’ospitalità della Edil3 immobiliare, l’Associazione Culturale Parentesi è riuscita ancora una volta ad offrire alla città di Varese della grande arte.

RADICI NEL CIELO opera in polimero del 2007

L’ABBRACCIO DELL’OLMO opera in terracotta patinata del 2011

CROCEFISSA opera in terracotta e ferro del 1998

….nella sua scultura è presente una curiosa miscellanea tra elementi tratti dalla tradizione espressivo-naturalistica della scultura, che si abbina, in forme inedite, a strutture asciutte e rigorose, tipiche della contemporaneità. (Edoardo di Mauro)

CaFe&SoDa Saxophone Quartet

Il CaFe&SoDa Saxophone Quartet è formato da quattro studenti del Liceo Musicale Statale A. Manzoni, classe di saxofono del M° Silvia Guglielmelli.

Formatosi nel Novembre 2014 dal desiderio dei componenti di suonare insieme, uniti dalla passione per il saxofono e contagiati dall’ entusiasmo della docente, il Quartetto è composto dalle quattro estensioni principali dello strumento: al soprano Sofia Sabadini, al contralto Federico Cester, al tenore Daniel Comacchio, al baritono Camilla Borgnino e dalla fusione delle iniziali dei loro nomi è nata la denominazione “CaFe&SoDa “.

Il repertorio spazia dalla musica classica, alla musica moderna, ai grandi classici jazz. L’esordio in pubblico, con la partecipazione della Docente M° Guglielmelli, è stato in occasione della prestigiosa cena di gala “Sulle note del Saxofono” organizzata da Floreat per i festeggiamenti del Bicentenario della nascita dell’inventore del sax, a Villa Recalcati (VA).

Successivamente il Quartetto ha preso parte a numerosi altri eventi musicali e culturali: il “Christmas Show” al teatro Paolo Grassi di Tradate, la manifestazione curata da Intercultura Varese per il Centenario della Prima Guerra Mondiale, il concerto per gli ospiti de La Residenza di Malnate e infine a Gavirate, in occasione dell’evento Borsa di Studio “Zanco” in collaborazione con il Conservatorio di Como. Nel mese di Aprile 2015 hanno conseguito il 4 posto al Concorso Internazionale “Giovani Musicisti – Città di Treviso”. Successivamente si sono esibiti a Como nel Museo Civico per la serata ‘Tra Arte e Musica’, a Beregazzo con Figliaro, al centro medievale di Olgiate Comasco per l’associazione culturale “Dhyapithos”, presso la prestigiosa cornice del Golf di Luvinate per la serata in onore di Soroptimist, inoltre hanno suonato per l’ ”Università degli Studi Insubria” di Varese. Nell’anno 2016 hanno suonato durante l’inaugurazione del Visitors Centre del Monte San Giorgio a Clivio, per la Festa Europea della Musica di Ranco e hanno accompagnato le letture di alcuni romanzi presso Villa Toepliz (VA). Nell’ Aprile 2017 il quartetto ha preso parte alla stagione di concerti del Borgo Musicale di Clivio e il mese dopo ha conseguito il primo posto alla VII edizione del Concorso Musicale “Renzo Rossi” ad Albenga. Infine, nel mese di Dicembre, il quartetto si è esibito presso l’Accademia “Camille Saint-Saens” di Crosio della Valle.

I componenti fanno anche parte della “bGold Saxophone Orchestra”, una nuova realtà musicale creata dal Maestro Silvia Guglielmelli in collaborazione con la classe di sax del Maestro Franco Brizzi del Conservatorio di Musica “G. Verdi” di Como, che unisce studenti di Sax delle province di Varese e Como, e sono anche componenti del Manzoni Sax Project, ensemble di saxofoni del Liceo Musicale Statale A. Manzoni, classe di saxofono del M° Silvia Guglielmelli.

 

Tango, Tocquades di Jerome Naulais Slow Rock,

Tocquades di J. Naulais

Solitude, D. Ellington

Le petit negre, C. Debussy

Over the Rainbow, H. Arlen

Welcome Dance, arr. Karen Street

What a Wonderful World, B. Thiele – G. D. Weiss

Tango per Astor, P. Ros

Petit Fleur, S. Bechet

New York New York, F. Sinatra

Moon River, H. Mancini

Midnight in Kinsale, Celtic Suite di Gavin Whitlock

Love Song, di Gavin Whitlock

Moondance, V. Morrison

Jalousie, J. Gade

Oblivon, A. Piazzolla

Tanguette, C. Debecq

Close your eyes and listen, A. Piazzolla

Someone to watch over me, G. Gershwin

Autumn Leaves, J. Kosma Red Peppers, I. Giles

Ragtime Parade, E. Satie

Verano Porteno, A. Piazzolla

 

Mongol RALLY

 

Il Team Cesvi dall’Italia alla Mongolia con una Fiat 128

Un viaggio di epica follia attraverso 12 paesi, raccontato in maniera spiritosa e coinvolgente Titolo: Team Cesvi al Mongol Rally: dall’Italia alla Mongolia in 128

Ah che bello! Avrei voluto farlo anche io. Espressione tipica quando si parla di Mongol Rally. Bene, ecco il racconto di chi l’ha fatto veramente: Moto, Muto e Mato. Da Bergamo a Ulan Bator con una stupenda Fiat 128 del 1973, Green Mama. Più di 17.000 km di aneddoti, curiosità, immagini dei protagonisti e poi…tutto quello che avreste sempre voluto chiedere, anche se non lo sapevate. Un viaggio di epica follia attraverso 12 paesi, raccontato in maniera spiritosa e coinvolgente…siete pronti a partire?

Relatori

110528289-f91ef1e7-fbab-448f-a8be-8cfc6967a4e2Giacomo Agosti (Mato)

Erik Brouwer (Muto)

Giovanni Colle (Moto)

 

Chicche di caffè

Chicche di caffè

Per noi italiani il caffè è un rito, un qualcosa di irrinunciabile dietro al quale nascono incontri, amicizie, progetti, amori. Così un giorno ho pensato, che sarebbe stato bello raccogliere alcune di queste storie e farne un libro. Ho chiesto così dal vip all’uomo della strada, di scrivermi una breve storia legata ad una tazzina.Ne è uscito un quadro poetico, che racconta un po’ lo spaccato della vita di ognuno di noi.  Strada facendo poi, ho pensato anche sarebbe stato bello coinvolgere anche artisti e designer con opere legate al caffè, da intercalare ai testi. Ne è nato un lavoro speciale e unico nel suo genere, che ritengo abbia un elemento fondamentale: un’anima. Le dimensione poi di questo libro, ne fanno qualcosa di intimo, prezioso, da coccolare, senza però andare a danno delle immagini.

Il suo formato è quadrato 19x19cm,180 pagine di testi e immagini, stampate su di una carta di pregio: Fedrigoni Tintoretto gesso, carta molto piacevole anche al tatto.

Hanno partecipato a questo progetto molti illustri personaggi oltre che gli amici:

Per i testi:

Tommaso Arrigoni, Angelo Aschei, Mirella Beraha, Massimo Bertarell , Nicoletta Billy, Filippo Brusa, Silvia Casella, Mario Chiodetti, Maria Grazia Crippa, Ermanno Cristini, , Maurizio De Giovanni, Michele De Lucchi, Ermanno Del Turco, Mauro Della Porta Raffo, Franz Di Cioccio,Ornella Dolcetto, Maria Gabriella Federico, Laura Fiume, Lorenzo Franchini, Bruno Galeazzi, Sandro Galleani, Giovanni Gastel, Allan Graham, Katia Greco, Patrice Leconte, Pierre Ley, Valerio Magrelli, Alessandro Mendini, Luca Missoni, Franco Mondini, Marcello Morandini, Nahuel Oddone, Elisa Origi, Giuseppina Panza, Jacopo Pavesi, Olga Peretyatko, CarlaPerrotti, Leonardo Pieraccioni, Marco Risi, Roberto Salaverria, Giancarlo Samaritani, Ezio Santin, Alberto Sironi, Gilberto Vannini, Andrea Vitali, Robert  Wilhite.

Per le opere:

Giulia Bernardelli, Massimo Bucchi, Margherita Castoldi,, Dell’Atti Clara, Aravis Dolmenna, Giovanni Gastel, Giovanna Grimoldi, Franco Matticchio, Silvio Monti, Marcello Morandini, Dario Paini, Roberta Pietrobelli, Giorgio Presta, Giorgio Vicentini.

Nei miei desideri che questo libro possa trovare collocazione ovunque, dai locali, fino al salotto di casa dove possa essere sfogliato e letto nei momenti di relax.

Il libro ha un prezzo di vendita di euro 23 al pubblico.

                                                                                                                                                                                                                                                                        Alberto Bortoluzzi           IMG_1578

Wrecks/relitti

 

” Attraverso potenti immagini di relitti scattate da decenni sulle coste del mondo, il fotografo italiano Stefano Benazzo fa rivivere i naviganti, ma anche gli emigranti e i migranti. Il dovere di memoria induce a conservare con gratitudine il ricordo delle tradizioni e del lavoro dei marinai di tutte le epoche e di tutti i paesi. I relitti sono una testimonianza emozionante di uomini che sono stati un elemento fondante della storia economica, sociale e marittima, ma anche del loro coraggio e delle loro sofferenze. Le immagini di Benazzo fissano per le generazioni future le sembianze delle imbarcazioni che gli elementi distruggono ogni giorno di più, che la lontananza impedisce di vedere di persona e che sono pressoché impossibili da portare nei musei. I suoi scatti inducono a scavare nel nostro intimo, facendo emergere quanto di ricco e variegato è in noi. E i suoi relitti paiono, nella fantasia dell’Autore, miracolosamente ansiosi di ripartire, con perseveranza, per compiere la loro missione: esprimono speranza di salvezza e di vita.”

 

 

ita-1296Stefano Benazzo (1949), dopo la laurea in Scienze Politiche all’Università La Sapienza di Roma, i primi lavori presso la CBS News e il settimanale “Martedì Sport”, vince nel 1974 il concorso al Ministero degli Affari Esteri e viene destinato ad alcune fra le più importanti Ambasciate italiane (Bonn 1976-1980, Mosca 1980-1983 e 1989-1993, Washington 1986-1989 e 1996- 2001), successivamente Consigliere Diplomatico Aggiunto del Presidente della Repubblica, Ispettore del Ministero e degli Uffici all’Estero, Ambasciatore d’Italia in Bielorussia e in Bulgaria. Lascia la carriera diplomatica nel 2012. Fin da giovane è attratto da molte passioni che caratterizzano una personalità poliedrica, anche grazie alla conoscenza di quattro lingue oltre all’italiano: francese, inglese, tedesco e spagnolo. È scultore figurativo e non, modellista in campo navale, automobilistico, motociclistico, architettonico e ferroviario (è anche membro della Federazione Italiana delle Ferrovie Turistiche e vicepresidente di una associazione mondiale attiva nella conservazione delle locomotive a vapore), provetto velista e presidente di un circolo velico sul Lago di Bracciano. La passione per la fotografia, praticata fin da giovane, lo ha spinto a realizzare diversi progetti, esposti dal 2012 in mostre personali e collettive in Italia, Bulgaria e Finlandia, pubblicati in forma di portfolio sulla rivista “Arte Navale”, presentati in concorsi e manifestazioni come la Biennale d’Arte di Venezia e MIA, Milan Image Art Fair. Vive e lavora a Todi (PG).

Skira editore

2017, edizione bilingue (italiano-inglese) 28 x 24 cm, 144 pagine, 91 colori, cartonato

ISBN 978-88-572-3496-0

€ 32,00

Nudo e Crudo personale di Marco Peduto

Nasco a Milano nel 1992, infanzia spensierata e abbastanza felice. Divento adolescente, tutto cambia. Vengo arrestato nel 2008. Incomincia il mio percorso di redenzione, sono ospite in varie strutture statali e dopo due anni di peripezie ritorno a casa. Qui incontro la pittura, dipingevo per sfogarmi; il colore mi faceva provare emozioni mai provate prima, senza autodistruggermi e senza creare disordini. La rabbia era la mia energia creatrice. Dopo aver completato gli studi di grafica pubblicitaria mi iscrivo al corso di Grafica d’Arte all’Accademia di Belle arti di Brera (sono in tesi!), dove fagocito tutte le informazioni che scopro nei vari corsi di studio. Sperimento varie tecniche e conosco diversi materiali. Lavoro molto per la ricerca di uno stile pittorico che mi identifichi ispirandomi ai maestri tedeschi degli anni ’80 e a tutto ciò che rappresenti qualcosa di espressivo. L’arte per me era diventata una cosa seria, di primaria importanza. Dipingere è stato ed è ancora un meccanismo di sfogo, mi scarico sulla tela ed essa si riempie di emozioni e significati. La mia pittura è stata sempre incentrata su un discorso autoreferenziale, ora rappresento scene e situazioni di disagio, rappresentate da persone che stanno male, che vivono una situazione diversa. I miei soggetti cambieranno con il passare del tempo ma spero che saranno sempre autentici, veritieri, credo nell’arte vera alimentata dalla sensibilità dell’artista, vedere e capire oltre le apparenze, non mentire, porsi domande ed entrare in diverse situazioni con tutto se stesso. È questo che vorrei provare quando qualcuno guarda un mio lavoro, vorrei essere capito senza dover parlare. Ma purtroppo non è così. È strano rappresentare qualcuno che sta male per sperare di venderlo a qualcuno che sta bene e che nove probabilità su dieci non si interesserà mai del suo problema. Credevo di essere alla ricerca di un equilibrio che mi avrebbe fatto stare bene, l’ho inseguito per due anni nella nuova vita ma poi ho scoperto che il mio equilibrio è non avere equilibrio. Io sto bene altisonante, con due piedi in una scarpa, è questo che mi fa dipingere, il mio equilibrio precario. Ogni giorno puoi ricadere in basso e non alzarti più, come spiccare il volo. Forse un giorno troverò un equilibrio, mi spaventa pensarci, non mi ci vedo a camminare su un filo; ma dovrò scegliere, scegliere di fare il passo definitivo, la maturità perenne. Di solito maturità ed equilibrio sono termini associati, ora mi godo il mio disequilibrio che poi tanto squilibrato non è.

CONTRO L’INDIFFERENZA di Marco Peduto

 

Sabato 28 ottobre termina la personale di Marco Peduto, Nudo e Crudo, curata da Francesca Battistini allo Spazio Lavit di Varese e nella stessa giornata alle 16.30 verrà inaugurata la grande opera di 16×6 metri “Contro l’indifferenza”, realizzata con il contributo di Allianz Assivar esternamente alla galleria, sui muri della scuola ENAIP. In questo lavoro, che ha come soggetto una crocifissione ai tempi dell’antica Roma, Il giovane Peduto riflette sull’atteggiamento manzoniano della folla che accusa e colpisce sempre il più debole. Nella massa purtroppo viene meno la responsabilità morale dell’individuo e si perde facilmente il valore di ogni singolo uomo, che è invece un essere umano unico e irripetibile, abitante del mondo e della storia. All’inaugurazione saranno presenti oltre all’artista, la curatrice Francesca Battistini, dirigenti Enaip, gli sponsor e una rappresentanza dell’Associazione Culturale Parentesi che ha promosso l’iniziativa sempre con l’intento di offrire arte e cultura alla cittadinanza.

Sabato 28 Ottobre 2017 alle ore 16.30

presso lo Spazio Lavit in via Uberti 42 a Varese

Germinazione personale di Raffele Penna 10 giugno ore 18.00

Apre al pubblico, sabato 10 Giugno alle ore 18.00, presso lo Spazio Lavit di via Uberti 42, la mostra “Germinazione” di Raffaele Penna con la collaborazione de La Prealpina MediaPartner, che ha visto, nelle opere esposte, un interessante collegamento con la sua mission.

L’artista, presentato all’inaugurazione da Andi Kacziba, esporrà una trentina di suoi lavori accompagnati a catalogo dal testo critico di Gaetano Cristino che così si esprime:

“….L’opera è come un campo in cui sono stati riversati pensieri ed emozioni che fermentano in una miscela esplosiva e sviluppano forme e spazi nuovi, ma anche nuovi sogni e speranze. È così che la superficie assurge, nelle opere più recenti di Raffaele Penna, a sostanza germinale di segni e di emozioni, a humus vivificatore che apre anche a nuove dimensioni estetiche, ossia nuove dimensioni della percezione della realtà spaziale. Basta leggere alcuni di questi lavori per rendersi conto di tutta la complessità e la innovazione dei criteri operativi dell’artista. Guardiamo “Germinazione”, evocativo fin nel titolo zoliano anche di ogni tipo di rigenerazione, naturale e sociale. Il pannello/opera è composto da tanti riquadri di materiali ritagliati e incollati. Ritagli sovrapposti e giustapposti di tele, di giornali che rimandano all’hic et nunc di eventi determinati; cuciture con spago che uniscono i tanti frammenti. Ricordi, esperienze. Intensi e poetici campi cromatici bidimensionali, in cui il ritmo delle partizioni delle linee orizzontali e verticali dà stabilità esplodono all’improvviso, con forze laceranti che dall’interno vanno verso l’esterno a creare nuovo spazio, a “germinare” forme, segni grafici che diventeranno mano a mano sempre più riconoscibili fino a trasformare le nere lacerazioni in un volo coinvolgente e gioioso di rondini. In Penna l’informale materico si è arricchito di segni ed ha fatto anche un ulteriore passo, quello della comunicazione metaforica. Mentre la costruzione spaziale cui ci ha abituato Fontana procede dall’esterno verso l’interno della tela, le germinazioni di Penna sono estroflesse. C’è una sorta di venire alla luce. Dalla macerazione alla vita…………”

Emozioni in musica: amore ed eros – Venerdi 26 maggio 2017 ore 21.00

Fra le arti la musica ha un posto preminente,

essa non deve mirare al divertimento

ma a formare armoniosamente la personalità di futuri cittadini

Platone

La musica comunica attraverso un linguaggio codificato in cui le parole sono rappresentate dal ritmo, dall’armonia, dalla melodia e dal timbro. Il compositore compone su questo codice e con l’interprete lavorando sui ritmi, le organizzazioni e le invenzioni sonore dona rappresentazioni simboliche delle esperienze della vita affettiva (Michel Imberty). Nell’ascolto musicale si crea una comunicazione continua tra razionalità ed emozionalità, tra conscio ed inconscio. L’ascoltatore verrà pertanto coinvolto dalle emozioni, ma trattandosi la musica di un linguaggio questa possiede dei codici di lettura che solo un ascoltatore attento è in grado di decifrare. In questo viaggio tra linguaggio musicale ed emozioni ci farò da guida il maestro Enrico Salvato e Leyla Martinenghi che rappresenteranno amore ed eros nella musica. Nella parola amore ritroviamo la passione dei sensi, il sentimento che unisce genitori e figli,  fidanzati  persone che  viene cantato da secoli con le rappresentazioni tipiche del periodo. In questa serata si spazia da My Funny Valentine brano musicale composto da Richard Rodgers e Lorenz Hart per il musical Babes in Arms del 1937,  diventato uno degli standard del jazz più eseguiti a  All of me di John Legend una delle ballate e canzoni d’amore più delicate, intense ed emozionanti degli ultimi tempi che l’autore ha dedicato alla sua fidanzata di allora Chrissy Teigen. Non mancano brani regalati dal canto lirico quali Lamento della Ninfa di Monteverdi  o da La serva padrona: “stizzoso mio stizzoso” intermezzo buffo di Giovanni Pergolesi.

Un repertorio ricco e complesso che spazia dal jazz, alle ballate al pop all’opera buffa che la giovane soprano pluripremiata Leyla Martinenghi accompagnata dal Maestro Enrico Salvato offriranno nella serata a rappresentare amore ed eros nelle sue diverse interpretazioni.

My Funny Valentine – Richard Rodgers e Lorenz Hart per il musical Babes in Arms del 1937.

Night in Tunisia  di Miles Davis

All of me di John Legend

How high the moon Hello – Lionel Richie

Fallin – Alicia Keys

I’m tellin’ you I’m not going – Jennifer Hudson

I love I do – Jennifer Hudson

Solo per te – Negramaro

Lamento della Ninfa– Monteverdi

I forgive you  – Rachelle Ferrell

La serva padrona “stizzoso mio stizzoso” – Pergolesi

Ad allietare la sede dell’evento musicale  le irriverenti opere di Silvio Monti

Un patrimonio italiano di Giuliano Volpe

 

 Lunedì 15 Maggio 2017 alle ore 21.00 presso lo “ Spazio Lavit ” in via Uberti n.42 a Varese

 

14260-Giuliano_Volpe_Mfnews

il Prof. Giuliano Volpe,  

Presidente del Consiglio Superiore ” Beni Culturali e Paesaggistici del MiBACT  presenterà il suo saggio 

“UN PATRIMONIO ITALIANO, Beni culturali, paesaggio e cittadini”Ed. Utet 

 

 

IMG-20170511-WA0002 Introduce  il dott. Leonardo Mendolicchio 

1322591069442_RobertoCecchi150Interverrà l’arch. Roberto Cecchi Assessore alla Cultura Comune di Varese

L’evento è organizzato dall’Associazione Culturale Parentesi in collaborazione con il Lions Club Varese Host

“ Dobbiamo uscire dalla palude immobile nella quale si è a lungo impantanato il mondo dei beni culturali nel nostro paese,
da tempo bloccato in una malintesa, cieca, fedeltà alla tradizione,
di cui si adorano le ceneri piuttosto che ravvivarne il fuoco”

 

Negli ultimi due anni si è discusso di patrimonio culturale più che negli ultimi venti anni. Dopo un lungo periodo di disinteresse, accompagnato da tagli indiscriminati e dal blocco delle assunzioni, il tema è diventato di attualità.  Ma l’occasione non va sprecata. E’ necessario un profondo cambiamento di visione per allontanarsi da una certa tradizione elitaria e seguire con decisione la strada indicata nel 2005 dalla Convenzione Europea di Faro su diritto al patrimonio culturale:una vera e propria rivoluzione copernicana, che mette al centro i cittadini, le comunità, i territori .

Da“UN PATRIMONIO ITALIANO, Beni culturali, paesaggio e cittadini”Ed. Utet . 

Giuliano Volpe e Roberto Checchi: una rivoluzione culturale s’avanza Leggi