Nudo e Crudo personale di Marco Peduto

Nasco a Milano nel 1992, infanzia spensierata e abbastanza felice. Divento adolescente, tutto cambia. Vengo arrestato nel 2008. Incomincia il mio percorso di redenzione, sono ospite in varie strutture statali e dopo due anni di peripezie ritorno a casa. Qui incontro la pittura, dipingevo per sfogarmi; il colore mi faceva provare emozioni mai provate prima, senza autodistruggermi e senza creare disordini. La rabbia era la mia energia creatrice. Dopo aver completato gli studi di grafica pubblicitaria mi iscrivo al corso di Grafica d’Arte all’Accademia di Belle arti di Brera (sono in tesi!), dove fagocito tutte le informazioni che scopro nei vari corsi di studio. Sperimento varie tecniche e conosco diversi materiali. Lavoro molto per la ricerca di uno stile pittorico che mi identifichi ispirandomi ai maestri tedeschi degli anni ’80 e a tutto ciò che rappresenti qualcosa di espressivo. L’arte per me era diventata una cosa seria, di primaria importanza. Dipingere è stato ed è ancora un meccanismo di sfogo, mi scarico sulla tela ed essa si riempie di emozioni e significati. La mia pittura è stata sempre incentrata su un discorso autoreferenziale, ora rappresento scene e situazioni di disagio, rappresentate da persone che stanno male, che vivono una situazione diversa. I miei soggetti cambieranno con il passare del tempo ma spero che saranno sempre autentici, veritieri, credo nell’arte vera alimentata dalla sensibilità dell’artista, vedere e capire oltre le apparenze, non mentire, porsi domande ed entrare in diverse situazioni con tutto se stesso. È questo che vorrei provare quando qualcuno guarda un mio lavoro, vorrei essere capito senza dover parlare. Ma purtroppo non è così. È strano rappresentare qualcuno che sta male per sperare di venderlo a qualcuno che sta bene e che nove probabilità su dieci non si interesserà mai del suo problema. Credevo di essere alla ricerca di un equilibrio che mi avrebbe fatto stare bene, l’ho inseguito per due anni nella nuova vita ma poi ho scoperto che il mio equilibrio è non avere equilibrio. Io sto bene altisonante, con due piedi in una scarpa, è questo che mi fa dipingere, il mio equilibrio precario. Ogni giorno puoi ricadere in basso e non alzarti più, come spiccare il volo. Forse un giorno troverò un equilibrio, mi spaventa pensarci, non mi ci vedo a camminare su un filo; ma dovrò scegliere, scegliere di fare il passo definitivo, la maturità perenne. Di solito maturità ed equilibrio sono termini associati, ora mi godo il mio disequilibrio che poi tanto squilibrato non è.

CONTRO L’INDIFFERENZA di Marco Peduto

 

Sabato 28 ottobre termina la personale di Marco Peduto, Nudo e Crudo, curata da Francesca Battistini allo Spazio Lavit di Varese e nella stessa giornata alle 16.30 verrà inaugurata la grande opera di 16×6 metri “Contro l’indifferenza”, realizzata con il contributo di Allianz Assivar esternamente alla galleria, sui muri della scuola ENAIP. In questo lavoro, che ha come soggetto una crocifissione ai tempi dell’antica Roma, Il giovane Peduto riflette sull’atteggiamento manzoniano della folla che accusa e colpisce sempre il più debole. Nella massa purtroppo viene meno la responsabilità morale dell’individuo e si perde facilmente il valore di ogni singolo uomo, che è invece un essere umano unico e irripetibile, abitante del mondo e della storia. All’inaugurazione saranno presenti oltre all’artista, la curatrice Francesca Battistini, dirigenti Enaip, gli sponsor e una rappresentanza dell’Associazione Culturale Parentesi che ha promosso l’iniziativa sempre con l’intento di offrire arte e cultura alla cittadinanza.

Sabato 28 Ottobre 2017 alle ore 16.30

presso lo Spazio Lavit in via Uberti 42 a Varese

Germinazione personale di Raffele Penna 10 giugno ore 18.00

Apre al pubblico, sabato 10 Giugno alle ore 18.00, presso lo Spazio Lavit di via Uberti 42, la mostra “Germinazione” di Raffaele Penna con la collaborazione de La Prealpina MediaPartner, che ha visto, nelle opere esposte, un interessante collegamento con la sua mission.

L’artista, presentato all’inaugurazione da Andi Kacziba, esporrà una trentina di suoi lavori accompagnati a catalogo dal testo critico di Gaetano Cristino che così si esprime:

“….L’opera è come un campo in cui sono stati riversati pensieri ed emozioni che fermentano in una miscela esplosiva e sviluppano forme e spazi nuovi, ma anche nuovi sogni e speranze. È così che la superficie assurge, nelle opere più recenti di Raffaele Penna, a sostanza germinale di segni e di emozioni, a humus vivificatore che apre anche a nuove dimensioni estetiche, ossia nuove dimensioni della percezione della realtà spaziale. Basta leggere alcuni di questi lavori per rendersi conto di tutta la complessità e la innovazione dei criteri operativi dell’artista. Guardiamo “Germinazione”, evocativo fin nel titolo zoliano anche di ogni tipo di rigenerazione, naturale e sociale. Il pannello/opera è composto da tanti riquadri di materiali ritagliati e incollati. Ritagli sovrapposti e giustapposti di tele, di giornali che rimandano all’hic et nunc di eventi determinati; cuciture con spago che uniscono i tanti frammenti. Ricordi, esperienze. Intensi e poetici campi cromatici bidimensionali, in cui il ritmo delle partizioni delle linee orizzontali e verticali dà stabilità esplodono all’improvviso, con forze laceranti che dall’interno vanno verso l’esterno a creare nuovo spazio, a “germinare” forme, segni grafici che diventeranno mano a mano sempre più riconoscibili fino a trasformare le nere lacerazioni in un volo coinvolgente e gioioso di rondini. In Penna l’informale materico si è arricchito di segni ed ha fatto anche un ulteriore passo, quello della comunicazione metaforica. Mentre la costruzione spaziale cui ci ha abituato Fontana procede dall’esterno verso l’interno della tela, le germinazioni di Penna sono estroflesse. C’è una sorta di venire alla luce. Dalla macerazione alla vita…………”

“Al porto del paese c’era un pesce grigio” presentazione del libro d’Arte di Mauro Pipani

Sabato 6 maggio 2017 alle ore 18 verrà presentato il libro d’arte “Al porto del paese c’era un pesce grigio“  di GaEle Edizioni di Gaetano Blaiotta e Maria Elena Danelli. Trentasette esemplari realizzati completamente a mano firmati da Mauro Pipani.
L’opera è arricchita di un racconto della giovane Francesca Battistini e dei versi di Maria Elena Danelli.
Presenti all’evento, che prevede anche un Reading poetico, insieme all’Artista, ci saranno gli editori di GaEle, M. Elena Danelli e Gaetano Blaiotta, nonchè Francesca Battistini, la curatrice Camilla Boemio. Coordinatore della serata, il direttore di VareseReport, Andrea Giacometti.

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ETEREA di Mauro Pipani a cura di Camilla Boemio

Lo spazio estetico

Iniziando da un insieme eterogeneo di tradizioni culturali, Maurolatte-liquide-medium-14,5-x-28-courtesy-gall-percapita-mo-2016_419bi786
Pipani realizza lavori che fungono da documenti di vita di un
eterno presente. Privilegiando la ripetizione stilistica e
l’immediatezza estetica, generando un’arte che può essere
primordiale, nello stesso tempo meditativa ed ermetica. Per
questo motivo, la carriera di Pipani è caratterizzata da
un’evoluzione di cicli tematici, piuttosto che da uno sviluppo
strettamente lineare. Le influenze palesi – poetiche, spirituali, e
per l’arte informale – appaiono in tutta la sua opera come
riconoscimenti del suo desiderio di tornare a un universalmente
accessibile fonte di ispirazione.
Nei suoi dipinti, nei suoi disegni, nell’installazioni, e nelle pratiche
di progettazione della mostra, lascia nello spazio degli
accostamenti di mutevolezza liquida nei quali prendono forma
un repertorio di percezioni. Le sue posizioni estetiche e
filosofiche sembrano essere costantemente in movimento. Allo
stesso tempo, ha sviluppato un vocabolario preciso nel quale le
ambiguità morfologiche, si confondono con una tensione che
potenzia la volontà conoscitiva; i segni minimi, gli strati di colore
sovrapposti e le raschiature, i grumi, ed i frammenti; diventando
artefici di sconfinamenti semantici.
Una mappatura del paesaggio segnata e attraversata da
stratificazioni di garze e carte usate, di colori sporchi diafani nei
quali il quotidiano viene magistralmente ridisegnato, per
diventare altro. Eterea è uno spazio mentale estetico, riportato
sulla tela, nel quale possiamo intravvedere e sentire il diramarsi
di nuovi racconti.
Dove ci vuole portare? In un vortice di segni poetici, le cui
diafane nervature dell’immagine, sono sempre soggette a nuovi
alfabeti visivi e a continue epifanie. Come tali, affidate alla più
completa gamma possibile di esperienze sensoriali ed
intellettuali.
Per quanto Pipani non cerchi di offrire dichiarazioni radicali;
piuttosto, come si esegue nelle sue composizioni espande un
sottile ‘romanticismo non nostalgico sempre sul confine
dell’abbandono’, nel quale la comprensione dei particolari, dei
frammenti e dei paesaggi della vita quotidiana generano una
visione del momento, alternando atmosfere immaginifiche a
trasposizioni del sublime. Dà forma ad un complesso intreccio di
sentimento, percezione e comprensione nei quali si dirama il
significato. La loro gamma, poi, è composta dalla coscienza, in
quanto si posa sui fatti tangibili del mondo, si fonde ai materiali,
ai colori, che incontra trasformando ciò che vede.
In questa anamorfosi prendono forma similitudini con altre
pratiche artistiche. Di cui cito analogie, ed articolate strategie
linguistiche comuni; ad esempio: con il lavoro dell’Australiana
Jessica Rankin che realizza ‘mappe mentali’, con codici, segni e
simboli che esplorano le idee della memoria, l’intuizione e
l’interpretazione; a tratti con il pittore, scultore, scrittore e
filosofo Lee Ufan uno dei principali fautori del gruppo
d’avanguardia Mono-ha (Object School).

Camilla Boemio

 

Camilla Boemio (Roma, 1976) Scrittrice d’arte, curatrice e teorica la cui pratica indaga l’estetica contemporanea; nel 2013 è stata co-curatore di Portable Nation, il padiglione delle Maldive alla 55.°Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, dal titolo Il Palazzo Encicopedico; nel 2016 è stata curatore di Diminished Capacity, il primo padiglione della Nigeria alla XV Mostra Internazionale di Architettura, con il titolo Reporting from the Front; nello stesso anno ha partecipato a The Social (4th International Association for Visual Culture Biennial Conference) alla Boston University.

 

La mostra è possibile visitarla fino al 27 maggi0

PUNCTUM: la nuova mostra personale di Giuliano Tomaino a Varese

PunctumPg+Lo Spazio Lavit in collaborazione con l’Associazione Culturale Parentesi è lieta di presentare la mostra personale di Giuliano Tomaino

PUNCTUM

Dopo quattro anni dalla mostra evento SCULTURE ROSSE IN CITTÀ che aveva coinvolto una delle piazze principali di Varese, ritorna allo Spazio Lavit l’artista GIULIANO TOMAINO. Era il 2012 quando le sue grandi figure in ferro smaltato rosso avevano animato Piazza Montegrappa, grazie alla collaborazione con l’archistar Mario Botta, creando curiosità e scalpore. Nella stessa occasione nella galleria di Via Uberti 42 era stata allestita una ricca personale che ha permesso a tutti di avvicinarsi all’arte di Tomaino, un ligure doc che ha saputo far conoscere la sua arte a livello internazionale. Da allora ad oggi Tomaino ha partecipato a varie iniziative tra le quali EXPO 2015 che l’ha visto protagonista con ben 12 sculture lungo il viale Decumano, allargando così la sua visibilità a livello mondiale.

L’artista è tornato a Varese, sempre nel 2015 per il posizionamento dell’opera SONO QUI, donata dall’Associazione Culturale Parentesi, che ha trovato una perfetta collocazione sulla rotonda di Viale Europa (all’angolo con Via Uberti).Lo Spazio Lavit propone una nuova personale, “PUNCTUM” , visitabile dal 12 novembre al 24 dicembre 2016, per mostrare al pubblico l’evoluzione creativa di questo grande artista. L’esposizione, presentata dal critico d’arte Martina Corgnati è realizzata da Alberto Lavit con la collaborazione dello storico dell’arte Laura Orlandi e dell’Associazione Culturale Parentesi. La mostra è stata organizzata grazie al sostegno di AGRICOLA Home&garden e di LIFE dental-health-fitness.

Punctum, come ogni mostra di Tomaino, segna un punto e a capo, una chiusura e un nuovo inizio. Nei testi antichi indicava il punto cruciale e più delicato di un dilemma, il così detto punto dolente di una questione. Il titolo di questa esposizione allude quindi ad andare al nocciolo del problema, identificarlo, per poi risolverlo e superarlo. Come in ogni ambito creativo o scientifico, così anche nell’arte, l’evoluzione di una ricerca arriva a momenti di assoluta determinazione, che chiudono cicli, per aprirne di nuovi. Tomaino prosegue senza sosta sulla linea di un lavoro che è in continua evoluzione, tiene stretto a sé le immagini che è riuscito ad inventare, creando un vocabolario visivo fatto di forme sintetiche, immediate e profondamente evocative. Archetipi contemporanei che hanno trovato uno spazio esclusivo in un universo di sollecitazioni sensoriali. L’artista compie un viaggio senza avere fissa una sola meta, lasciando ad ogni tappa dei piccoli o grandi capolavori. La mostra prosegue in contemporanea anche ad AGRICOLA Home&Garden (via Pisna 1 Varese) nello spazio AGRICOLA COLTIVA L’ARTE.

 

BIOGRAFIA: Giuliano Tomaino è nato alla Spezia nel 1945, vive e lavora a Sarzana; ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni Sessanta, nella direzione dell’Arte Povera, con assemblages di objets trouvés. Ha esposto in musei e gallerie pubblici e privati sia in Italia che all’estero, tra i quali: Spazio Lavit, Varese, 2012; Palazzo dei Diamanti di Ferrara; Galleria civica d’arte contemporanea della Spezia; Museum Im Vogtturn Zeel Am See (Austria); Galata Museo del mare, Genova 2009; CAMeC, museo d’arte contemporanea, La Spezia. Ha partecipato alla Biennale di Venezia 2011. Ha inoltre realizzato: “Di luce in luce” installazione luminosa – Castello di San Giorgio La Spezia; “Abracadabra” installazione in ferro dipinto – Biennale di Dakar; Il cavaliere inesistente, Chiesa e Chiostro di S.Agostino Pietrasanta 2012; “Sculture rosse in città”, Varese 2012. Armony Show, New York 2013, EXPO, Milano 2015

La mostra ha il patrocinio della Provincia e del Comune di Varese. Si ringrazia AGRICOLA Home&garden

INAUGURAZIONE 12 NOVEMBRE ORE 18 presso lo SPAZIO LAVIT (Via Uberti 42 – Varese)

 

 


 

GIULIANO TOMAINO:PUNCTUM”

A cura di Martina Corgnati

Dal 12 novembre al 24 dicembre 2016

Spazio Lavit | Via Uberti 42 | Varese

Orari: mart-sab 17.00/19.30 o su appuntamento

Per info: Tel: +39 0332 312801 | Mobile: +39 335 7119659

www.spaziolavit.com | info@spaziolavit.com | comunicazione@spaziolavit.com

 


 

Leggi e scarica le note della curatrice (PDF)