“Al porto del paese c’era un pesce grigio” presentazione del libro d’Arte di Mauro Pipani

Sabato 6 maggio 2017 alle ore 18 verrà presentato il libro d’arte “Al porto del paese c’era un pesce grigio“  di GaEle Edizioni di Gaetano Blaiotta e Maria Elena Danelli. Trentasette esemplari realizzati completamente a mano firmati da Mauro Pipani.
L’opera è arricchita di un racconto della giovane Francesca Battistini e dei versi di Maria Elena Danelli.
Presenti all’evento, che prevede anche un Reading poetico, insieme all’Artista, ci saranno gli editori di GaEle, M. Elena Danelli e Gaetano Blaiotta, nonchè Francesca Battistini, la curatrice Camilla Boemio. Coordinatore della serata, il direttore di VareseReport, Andrea Giacometti.

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ETEREA di Mauro Pipani a cura di Camilla Boemio

Lo spazio estetico

Iniziando da un insieme eterogeneo di tradizioni culturali, Maurolatte-liquide-medium-14,5-x-28-courtesy-gall-percapita-mo-2016_419bi786
Pipani realizza lavori che fungono da documenti di vita di un
eterno presente. Privilegiando la ripetizione stilistica e
l’immediatezza estetica, generando un’arte che può essere
primordiale, nello stesso tempo meditativa ed ermetica. Per
questo motivo, la carriera di Pipani è caratterizzata da
un’evoluzione di cicli tematici, piuttosto che da uno sviluppo
strettamente lineare. Le influenze palesi – poetiche, spirituali, e
per l’arte informale – appaiono in tutta la sua opera come
riconoscimenti del suo desiderio di tornare a un universalmente
accessibile fonte di ispirazione.
Nei suoi dipinti, nei suoi disegni, nell’installazioni, e nelle pratiche
di progettazione della mostra, lascia nello spazio degli
accostamenti di mutevolezza liquida nei quali prendono forma
un repertorio di percezioni. Le sue posizioni estetiche e
filosofiche sembrano essere costantemente in movimento. Allo
stesso tempo, ha sviluppato un vocabolario preciso nel quale le
ambiguità morfologiche, si confondono con una tensione che
potenzia la volontà conoscitiva; i segni minimi, gli strati di colore
sovrapposti e le raschiature, i grumi, ed i frammenti; diventando
artefici di sconfinamenti semantici.
Una mappatura del paesaggio segnata e attraversata da
stratificazioni di garze e carte usate, di colori sporchi diafani nei
quali il quotidiano viene magistralmente ridisegnato, per
diventare altro. Eterea è uno spazio mentale estetico, riportato
sulla tela, nel quale possiamo intravvedere e sentire il diramarsi
di nuovi racconti.
Dove ci vuole portare? In un vortice di segni poetici, le cui
diafane nervature dell’immagine, sono sempre soggette a nuovi
alfabeti visivi e a continue epifanie. Come tali, affidate alla più
completa gamma possibile di esperienze sensoriali ed
intellettuali.
Per quanto Pipani non cerchi di offrire dichiarazioni radicali;
piuttosto, come si esegue nelle sue composizioni espande un
sottile ‘romanticismo non nostalgico sempre sul confine
dell’abbandono’, nel quale la comprensione dei particolari, dei
frammenti e dei paesaggi della vita quotidiana generano una
visione del momento, alternando atmosfere immaginifiche a
trasposizioni del sublime. Dà forma ad un complesso intreccio di
sentimento, percezione e comprensione nei quali si dirama il
significato. La loro gamma, poi, è composta dalla coscienza, in
quanto si posa sui fatti tangibili del mondo, si fonde ai materiali,
ai colori, che incontra trasformando ciò che vede.
In questa anamorfosi prendono forma similitudini con altre
pratiche artistiche. Di cui cito analogie, ed articolate strategie
linguistiche comuni; ad esempio: con il lavoro dell’Australiana
Jessica Rankin che realizza ‘mappe mentali’, con codici, segni e
simboli che esplorano le idee della memoria, l’intuizione e
l’interpretazione; a tratti con il pittore, scultore, scrittore e
filosofo Lee Ufan uno dei principali fautori del gruppo
d’avanguardia Mono-ha (Object School).

Camilla Boemio

 

Camilla Boemio (Roma, 1976) Scrittrice d’arte, curatrice e teorica la cui pratica indaga l’estetica contemporanea; nel 2013 è stata co-curatore di Portable Nation, il padiglione delle Maldive alla 55.°Esposizione Internazionale d’Arte La Biennale di Venezia, dal titolo Il Palazzo Encicopedico; nel 2016 è stata curatore di Diminished Capacity, il primo padiglione della Nigeria alla XV Mostra Internazionale di Architettura, con il titolo Reporting from the Front; nello stesso anno ha partecipato a The Social (4th International Association for Visual Culture Biennial Conference) alla Boston University.

 

La mostra è possibile visitarla fino al 27 maggi0

Incontro con Eugenio Manghi interprete della natura

Giovedi 4 maggio 2017 ore 21 

AAEAAQAAAAAAAASaAAAAJGZmNDQ3ZGVhLTQzMmUtNGYxYy05MTkyLTAxYjNmODNkZWJiNwSerata dedicata alla natura ed al reportage naturalistico con Eugenio Manghi  giornalista, fotografo naturalista e antropologo, documentarista, collabora con le più importanti testate del settore, Università italiane ed estere. Da documentarista (così viene definito il regista dei film documentari) basa la narrazione del film sulla propria visione soggettiva di un determinato aspetto della realtà osservata e sulla sua interpretazione.

Il documentario è un prodotto audiovisivo i cui elementi narrativi ed espressivi sono colti dalla realtà e non costruiti artificiosamente. Ma il documentario, diversamente da quanto si pensi, non è una riproduzione fedele della realtà, ma il risultato operato dal documentarista su  delle scelte espressive in sede di montaggio. E’ pertanto il risultato di una complessa fusione tra competenze scientifiche, tecniche e comunicative. In questa serata avremo modo grazie ad Eugenio Manghi di meglio comprendere questi aspetti attraverso il suo lavoro documentaristico

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Non chiedermi quando – raccolta di poesie (1999-2016) di Enrico Parravicini

Venerdi 10 marzo alle ore 19.00 presso lo Spazio Lavit

 

 

 

 

 

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Carla Tocchetti presenta

Senza-titolo

Edizioni  Il Convivio
di

Enrico Parravicini

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PREFAZIONE

Il titolo Non chiedermi quando di Enrico Parravicini contiene al suo interno, e quindi ad un livello pre-testuale, due termini e rilevamenti che possono essere indicativi dell’intera produzione dell’autore. Innanzitutto la congiunzione temporale “quando”, in quanto proprio il tempo è parte costituente della silloge, e in associazione ad essa la negazione “non”, da segnalare tra i lemmi con buona occorrenza nella silloge. Parravicini ammette (e scopre) di amare ancora il mondo, ma il suo itinerario, Leggi

Giuseppe Manitta

Il commento musicale con musiche di Albeniz, Barrios, Gangi, Carulli e Giulian è affidato al duo RICERCARE, formato dalle chitarriste classiche

 

giannonePatrizia Giannone

ostiPatrizia Osti.

Da Non chiedermi quando :

Transizione

Dove

le linee immaginarie

dell’immenso

avranno pace nel punto

estremo

di un tramonto.

Quando

le ore ed i minuti

del mio giorno

taceranno nel sollievo

atteso

di un respiro.

Forse troverò parole

che non ho mai saputo

di conoscere

ed amerò

per la prima volta

nel lento trafficare

della vita.

Allora attenderemo

l’alba per rinascere.

Insieme.

Milano, 23 febbraio 2011

PUNCTUM: la nuova mostra personale di Giuliano Tomaino a Varese

PunctumPg+Lo Spazio Lavit in collaborazione con l’Associazione Culturale Parentesi è lieta di presentare la mostra personale di Giuliano Tomaino

PUNCTUM

Dopo quattro anni dalla mostra evento SCULTURE ROSSE IN CITTÀ che aveva coinvolto una delle piazze principali di Varese, ritorna allo Spazio Lavit l’artista GIULIANO TOMAINO. Era il 2012 quando le sue grandi figure in ferro smaltato rosso avevano animato Piazza Montegrappa, grazie alla collaborazione con l’archistar Mario Botta, creando curiosità e scalpore. Nella stessa occasione nella galleria di Via Uberti 42 era stata allestita una ricca personale che ha permesso a tutti di avvicinarsi all’arte di Tomaino, un ligure doc che ha saputo far conoscere la sua arte a livello internazionale. Da allora ad oggi Tomaino ha partecipato a varie iniziative tra le quali EXPO 2015 che l’ha visto protagonista con ben 12 sculture lungo il viale Decumano, allargando così la sua visibilità a livello mondiale.

L’artista è tornato a Varese, sempre nel 2015 per il posizionamento dell’opera SONO QUI, donata dall’Associazione Culturale Parentesi, che ha trovato una perfetta collocazione sulla rotonda di Viale Europa (all’angolo con Via Uberti).Lo Spazio Lavit propone una nuova personale, “PUNCTUM” , visitabile dal 12 novembre al 24 dicembre 2016, per mostrare al pubblico l’evoluzione creativa di questo grande artista. L’esposizione, presentata dal critico d’arte Martina Corgnati è realizzata da Alberto Lavit con la collaborazione dello storico dell’arte Laura Orlandi e dell’Associazione Culturale Parentesi. La mostra è stata organizzata grazie al sostegno di AGRICOLA Home&garden e di LIFE dental-health-fitness.

Punctum, come ogni mostra di Tomaino, segna un punto e a capo, una chiusura e un nuovo inizio. Nei testi antichi indicava il punto cruciale e più delicato di un dilemma, il così detto punto dolente di una questione. Il titolo di questa esposizione allude quindi ad andare al nocciolo del problema, identificarlo, per poi risolverlo e superarlo. Come in ogni ambito creativo o scientifico, così anche nell’arte, l’evoluzione di una ricerca arriva a momenti di assoluta determinazione, che chiudono cicli, per aprirne di nuovi. Tomaino prosegue senza sosta sulla linea di un lavoro che è in continua evoluzione, tiene stretto a sé le immagini che è riuscito ad inventare, creando un vocabolario visivo fatto di forme sintetiche, immediate e profondamente evocative. Archetipi contemporanei che hanno trovato uno spazio esclusivo in un universo di sollecitazioni sensoriali. L’artista compie un viaggio senza avere fissa una sola meta, lasciando ad ogni tappa dei piccoli o grandi capolavori. La mostra prosegue in contemporanea anche ad AGRICOLA Home&Garden (via Pisna 1 Varese) nello spazio AGRICOLA COLTIVA L’ARTE.

 

BIOGRAFIA: Giuliano Tomaino è nato alla Spezia nel 1945, vive e lavora a Sarzana; ha iniziato la sua carriera alla fine degli anni Sessanta, nella direzione dell’Arte Povera, con assemblages di objets trouvés. Ha esposto in musei e gallerie pubblici e privati sia in Italia che all’estero, tra i quali: Spazio Lavit, Varese, 2012; Palazzo dei Diamanti di Ferrara; Galleria civica d’arte contemporanea della Spezia; Museum Im Vogtturn Zeel Am See (Austria); Galata Museo del mare, Genova 2009; CAMeC, museo d’arte contemporanea, La Spezia. Ha partecipato alla Biennale di Venezia 2011. Ha inoltre realizzato: “Di luce in luce” installazione luminosa – Castello di San Giorgio La Spezia; “Abracadabra” installazione in ferro dipinto – Biennale di Dakar; Il cavaliere inesistente, Chiesa e Chiostro di S.Agostino Pietrasanta 2012; “Sculture rosse in città”, Varese 2012. Armony Show, New York 2013, EXPO, Milano 2015

La mostra ha il patrocinio della Provincia e del Comune di Varese. Si ringrazia AGRICOLA Home&garden

INAUGURAZIONE 12 NOVEMBRE ORE 18 presso lo SPAZIO LAVIT (Via Uberti 42 – Varese)

 

 


 

GIULIANO TOMAINO:PUNCTUM”

A cura di Martina Corgnati

Dal 12 novembre al 24 dicembre 2016

Spazio Lavit | Via Uberti 42 | Varese

Orari: mart-sab 17.00/19.30 o su appuntamento

Per info: Tel: +39 0332 312801 | Mobile: +39 335 7119659

www.spaziolavit.com | info@spaziolavit.com | comunicazione@spaziolavit.com

 


 

Leggi e scarica le note della curatrice (PDF)

Cos’è l’arte contemporanea? Personaggi e movimenti dal 1950 all’arte di strada

L’associazione Culturale Parentesi, in collaborazione con lo Spazio Lavit, ha organizzato il corso “Cos’è l’arte contemporanea? Personaggi e movimenti dal 1950 all’arte di strada”, cinque incontri per avvicinarsi al mondo dell’arte di oggi.

Attraverso una videoproiezione di immagini la relatrice Laura Orlandi andrà ad illustrare i caratteri salienti dei movimenti artistici che hanno caratterizzato lo sviluppo dell’arte fino ai nostri giorni. Obiettivo degli incontri è quello di orientare il grande pubblico offrendo strumenti di lettura delle opere d’arte contemporanee approfondendo temi e linguaggi moderni.

 

Tutte le lezioni si terranno alle ore 21.00 allo Spazio Lavit (Via Uberti 42 – Varese)

CALENDARIO (gli argomenti potranno subire piccole variazioni)

  • 9 febbraio: Arte informale, Gruppo Cobra, Francis Bacon, Alberto Burri, Color Field e Gruppo Forma.
  • 1 marzo: Yves Klein, Spazialismo, Azimuth, New Dada, Pop art e Nouveau Realismé.
  • 12 aprile: Happening, Azionismo viennese, Fluxus-poesia visiva, Iperrealismo e arte concettuale.
  • 10 maggio: Arte povera, Michelangelo Pistoletto, Giuseppe Penone, Land art e Body art.
  • 14 giugno: Transavanguardia, Graffitismo, Street art, Damien Hirst e Maurizio Cattelan.

 

INGRESSO SINGOLA CONFERENZA: 5 € soci Parentesi – 10 € non soci

L’ingresso cumulativo per le 5 conferenze per i non soci è di 40 €

 

Per informazioni: comunicazione@spaziolavit.com | t. 366-1892925 | www.spaziolavit.com

 


 

 

L’orto d’arte: il progetto

Nella zona centralissima della città giardino, via Bagaini 20, stanno nascendo i primi frutti di una semina fatta da Alberto Lavit, titolare dell’omonimo Spazio Lavit in via Uberti 42 e Presidente di Parentesi. Grazie alla disponibilità e accoglienza di EDIL3 Immobiliare Varese – con cui Lavit ha siglato un accordo – nasce l’ORTO d’ARTE. Due appezzamenti verdi di 80 e 75 mq di proprietà dell’Edil3, recintati e con video sorveglianza, diventano sito di installazioni di artisti, nazionali e non, cambiando di volta in volta. Seguendo l’esempio di altre città italiane e soprattutto delle moderne capitali europee che sono abituate a rendere omaggio all’arte contemporanea in spazi aperti, così anche Parentesi allarga i propri orizzonti. Questa frizzante idea offrirà ai cittadini un assaggio d’arte totalmente gratuito, proprio lungo una via di grande passaggio che incrocia il termine del corso pedonale. Continua così il percorso di Parentesi, che fin dalla sua fondazione nel 2011, ha sempre cercato di creare un dialogo con la città, offrendo la cultura a tutti, proprio attraverso installazioni site specific come quelle attualmente in corso ai Giardini Estensi che vede protagonista Equity di Sandro Del Pistoia o donazioni, come la mano rossa “SONO QUI” di Tomaino che saluta i cittadini in Viale Europa. Un’occasione importante anche per gli artisti, selezionati dalla galleria Lavit, che avranno una bella visibilità e uno spazio verde neutro dove esprimere la propria fantasia. L’ORTO d’ARTE cambierà aspetto ogni volta che verrà piantato un nuovo seme, installazioni e sculture di varia natura e materiale si alterneranno creando piccole mostre a cielo aperto.

 

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L’ORTO d’ARTE ha ricevuto il sostegno della Fondazione Comunitaria del Varesotto

 

 unnamed Gianni Landonio 15 giugno – 3 settembre 2016 

unnamed  Giorgio Sovana  15 giugno – 3 settembre 2016 

cover-rossetti  Giona Rossetti  16 ottobre – 8 novembre 2016

alex sala   Alex Sala  24 settembre 2016 

 

ritratto_di_Tomaino Giuliano Tomaino  11 novembre 2016- 23 marzo 2017

148683740157009 Giorgio Presta – Gaetano Blaiotta  11 febbraio – 30 marzo 2017

patarini  Simone Patarini 1 aprile – 2 maggio 2017

Puttart-di-Monti-11 Puttart di Silvio Monti  

orto-darte OLTRE – Paolo Guadalupi e Francesco Faravelli

21950720_1683160535050936_2437520423456520405_o 3RE (TREzza-REgidore) – MOODS

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Lorenzo Martinoli 

 

stefano volpe

 

 

Stefano Volpe

 

Giona Rossetti: Cinque variazioni sul tema del cielo / Progetto per un paesaggio inesistente

_LAS7942L’ORTO d’ARTE di via Bagaini 20 a Varese accoglie una nuova opera. Grazie all’Associazione Culturale Parentesi, allo Spazio Lavit e al contributo della Fondazione Comunitaria del Varesotto, dal 16 ottobre è possibile ammirare una affascinante installazione realizzata dall’artista Giona Rossetti. “Cinque variazioni sul tema del cielo” e “Progetto per un paesaggio inesistente” sono i titoli delle due installazioni di Rossetti che dialogherà perfettamente con lo spazio aperto, concesso da Edil3 Immobiliare. Il prato verde sarà lo sfondo ideale per un’opera concepita proprio grazie alla profonda comunione dell’artista con la natura, la sua ricerca è incentrata sull’analisi della straordinaria magia degli elementi naturali che ci circondano e si presenta oggi con quest’installazione, abbellendo il centro della nostra città.

Scriveva Baudelaire: “La Natura è un tempio in cui i pilastri vivi a volte emettono confuse parole; l’uomo, osservato da occhi familiari, tra foreste di simboli s’avanza”.

La ricerca di un luogo interiore, di un significato profondo, caratterizzano l’ opera di Giona Rossetti. Esso ascolta il respiro della natura costruendo metafore, cercando di coglierne l’aspetto arcaico.

BIOGRAFIA: Nasce a Milano nel 1961. La sua attività artistica inizia intorno agli anni ’80 partecipando a diverse rassegne. Nei suoi lavori temi a materiali vengono ricuperati in ambito naturale e trasformati in suggestive proposte formali. Nel 1989 organizza la sua prima personale presso la Galleria Dieci Due di Milano.

MOSTRE:

  • 1985 Brown Boveri Milano – Studio Marconi Milano
  • 1986 Nuove tendenze in Italia Milano – Murazzi del Po Torino
  • 1987 ex caserma Gargnano (BS)
  • 1988 Matrici di gioco Castello – Colonna Genazzano (Roma)
  • 1989 Art jonction Nizza
  • 1992 Galleria Rino Costa Casale Monferrato (Al); Fuor d’acqua – Spazio Cesare da Sesto Sesto Calende (Va); Altri nutrimenti – Spazio Cesare da Sesto
  • 1993 Tra oriente e occidente – Cascina Stalvitale Osmate (Va)
  • 1994 Molto diligenti osservazioni – Galleria d’arte moderna Gallarate (Va)
  • 1995 Giovani umani in fuga – Mendrisio(Ch); Astrazioni – Palazzo della permanente (Mi)
  • 1996 Estate nei chiostri dell’Umanitaria (Mi) – Viconago (Va)
  • 1997 Senza frontiere – Ginza Art Gallery Tokio (JPN)
  • 1998 Torre Colombera Gorla Maggiore (Va)
  • 2000 Passaggi a nord ovest – Biella
  • 2001 Lucidombre – Spazio Cesare da Sesto (Va)
  • 2002 La pelle del fuoco – Chiostro di Voltorre (Va)
  • 2012 Biennale di Torino
  • 2016 Cortocircuito Barasso (Va)

 

 

 

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